La ragazza che sapeva arrossire

E’ inutile. Tutto inutile. Tutte le strategie che hai elaborato con impegno e costanza in previsione di situazioni simili non funzionano. Cioè, a dirla tutta, non le ricordi neanche. I tuoi pensieri si sono azzerati, la mente è empty (solita strategia dell’englishyeahbabe). Fluttuano e brillano tante piume colorate che fanno da scenario a quell’istantaneo vuoto creatosi nel tuo cervello dopo aver udito un “No, davvero. Sei bella. Ma bella da morire. Bella che se potessi ti bacerei all’istante. Solo che non posso, ahimè. Anche perchè di sicuro non mi stai manco più ascoltando da quando ti ho detto che sei bella. Di sicuro mo sei tutta impegnata ad arrossire e a trovare un espediente per evitare che io noti l’estremo rossore che Dio ti ha dipinto in modo perfetto sulle guance, quasi fosse un regalo. Ma tu non sai apprezzarlo. Sei braccata dall’imbarazzo. Ti neghi alla naturalezza, ti impedisci di farti notare da me mentre brilli… tappezzata d’un manto di diamanti rossi sulle tue gote paffute. Ma tu non sai. Tu sei assolutamente all’oscuro del fatto che più ti negherai più arrossirai. Andare contro il normale corso emozionale vuol dire comprimerti. Più ti comprimerai più sarai quella che non vorresti essere e finirai con l’abituarti all’idea che, specchiandoti, ti vedrai ma non ti guarderai. E comunque ti sto fissando e ti fisserò per molto altro tempo. Ti fisserò perchè sono fermamente convinto che sarai bella per molto altro tempo. E ciò vuol dire che per tutto il tempo in cui rimarrai bella, arrossirai. Penso che le persone si innamorino di questo. Di questo e basta.”

Ho visto cose straordinarie. Ho visto una ragazza nel preciso istante in cui le si annebbiava la vista e perdeva il senso dell’orientamento perchè aveva una fottuta paura di arrossire. E’ fantastico. Ho visto anche una ragazza che si copriva la faccia nascondendo un sorriso palesemente comparso per contrazione di nervi e fibrillazione di circuiti nervosi. Meraviglioso. 
Ho visto una ragazza che aveva davanti agli occhi una muraglia di ghiaccio. Il tempo, l’epoca e gli status symbol le avevano imposto di essere una che piace e si fa notare senza farsi percepire. Ah, l’avevano anche privata della facoltà di arrossire. Mi sono sentita male.

E’ come se andare in giro protette da una patina anti-naturalezza fosse l’obbligo. La patina anti-naturalezza è come la tua borsa preferita. Usciresti senza? Ovvio che no. Vorrei che la vera te fosse la tua cosa preferita in generale. Così ti domanderei “Usciresti senza?” e tu risponderesti “Ovvio che no.” Ma materializzare l’andamento, il normale scorrere (come un fiume senza argini) del tuo essere privo di costrizioni, immune da influenze esterne e colmo di quello che in realtà ti costituisce vorrebbe dire trasformare l’astratto in concreto. Ma perchè ti fa paura quello che sei? Perchè non riesco a vederlo, è astratto. Allora il problema si fa più serio, cara. Sappi che non vedrai mai ciò che sei fin quando non lo percepirai.

Io so ancora arrossire. Per carità non mi viene tanto facile: sono comunque il frutto di un mondo freddo di sentimenti. E in un mondo freddo di sentimenti le guance non si riscaldano, il cuore non si riscalda. 
Rimanere impassibile di fronte a qualcuno che si esprime, che si espone, che ti ama, che ti trova bella, che ti trova un cesso, che ti chiede di uscire, che ti chiede di guardare un film a casa sua, che ti chiede di andare a letto, che ti fa sentire strabene, che ti fa sentire di merda, che ti fa sentire qualcosa e basta all’altezza del petto, proprio lì dove pensi che la granata sia pronta ad esplodere da un momento all’altro… vuol dire anche un pò difendersi. Ma da chi? Da quel qualcuno o dal mondo? 
La mia risposta è: dal mondo. E’ crudele, è spietato. Ti convince che per essere quello che vuoi essere (felice, triste, brutto, bello, inutile, utile, fantastico, orripilante, acqua, fuoco, merda, luce, dio, angelo, demone) non devi essere ciò che sei. 
Ma io non ci casco. Sappi carissimo mondo, che mi fai tutto. Ma non mi fai paura. Non smetterò di scrivere perchè tu dici che bisogna comprare un determinato vestitino inguinale o bisogna occuparsi di un beagle a tempo pieno o bisogna bere tanta acqua altrimenti muori domani. E non smetterò manco di arrossire. Non voglio assolutamente perdere quello che tutti gli altri hanno perso, io mi conservo le emozioni. Ne faccio anche un backup, così, per essere alla pari con l’era della tecnologia. Me le tengo belle strette e le sventolo ai quattro venti quando le sento belle consistenti e forti che vogliono urlare e forti che vogliono uscire fuori. Alla faccia di tutte quelle che sventolano solo le tette, o di chi sventola la propria indifferenza nei confronti della sua mamma (o addirittura di se stesso), o di chi non sventola proprio un bel cazzo. Alla faccia vostra. Io so provare. Io so che saper provare qualcosa è sapienza.

 

“Poi lui le parlò di quanto gli piacesse stare ore a parlare con lei. Lei fu intelligente e arrossì. L’amore stava in quel facciale rossore, l’amore era quel facciale rossore. E lei non aveva paura di arrossire. E lei non aveva paura dell’amore.”

 

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6 pensieri su “La ragazza che sapeva arrossire

  1. non aver mai paura di essere se stessi è difficile in questo nuovo mondo, che ti standardizza in canoni precisi.
    Sono del parere che saper arrossire, sia essere presente nelle proprie emozioni.
    E se togliamo le emozioni alla nostra vita, allora che vita sarebbe^
    Vivere è un’impresa ardua, ma le emozioni ci aiutano ad attraversarla.
    Ben venga la vita con tutta la sua naturalità di sentimenti e sensazioni…

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  2. Luogo comune vorrebbe che una ragazza giovane e per di più carina (da quel che vedo nella tua foto) debba necessariamente essere stupida. O almeno almeno superficiale. Sorrido al tuo abbattere i luoghi comuni.

    Non so cosa avrei dato per poter arrossire: il mio è un problema di colori, essendo scura come uno scarrafone difficilmente si vedrebbe.

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