Settembre e il seme del fallimento

Un giorno la vita mi spiegherà come mai, tra tutte le cose che vorremmo ci piombassero in faccia come un ceffone (l’amore di qualcuno, un posto di lavoro… la felicità!), sceglie sempre settembre. Il giovane frettoloso e felicissimo di vederci tornare che, guardandoci in lontananza arrancare per raggiungere la sua indecisa lunghezza d’onda… Niente. Non fa un cazzo. Ci aspetta seduto con le chiappe su una panchina, di quelle che lasciano segni sul sedere. Ma magari lo facesse per pigrizia. Sarebbe quantomeno comprensibile. Invece no! Ahimè(ahitutti) lo fa per presunzione. Lui non è un mese, lui è il mese. Lui non offre possibilità, è la possibilità ed è anche pezzo unico. Noi non abbiamo aspettative su di lui, è lui che le ha su di noi.
Manco fosse il classico uomo stronzo di turno che incrociamo malauguratamente sulla nostra strada alla disgustosa età di quindic… Alle disgustose età di tutta la vita. Lo stereotipo di maschio che pretende ogni pezzo di te convinto di averne il diritto e il dovere. Come se anche solo aver respirato ossigeno nel suo stesso posto fosse un privilegio per te. E’ lui il regalo inaspettato della sorte e si vuole gentilmente dare a chi lo desidera ardentemente e spassionatamente al modico prezzo di tutto l’orgoglio che hai. (Se sei uomo e stai leggendo l’articolo, volgi la storiella dello stereotipo al femminile. Io l’ho proposta solo perchè sono femmina e fondamentalmente vi detesto, quando agite di merda). Settembre. Ti crolla addosso. Ti fa male. Ha una forza assurda. Si porta via con violenza, noncuranza e menefreghismo tutta la spensieratezza e tutto il sole che sei riuscito a immagazzinare dentro di te (li tira dalla sua parte, li strattona, si avvinghia su di loro e li spinge lontano da te). A me sembra ingiusto. Ha più potere di Zeus. Forse è un dio. Forse è Dio e i cristiani lo venerano da un’eternità senza sapere quanto sia infinitamente stronzo.
Da un pò di anni a questa parte il primo settembre assomiglia al fastidio. Al prurito. A una blatta. Alla sabbia nelle mutande. A Berlusconi. Anche perchè piove e fa un inutile freddo nonostante dovrebbe ancora essere agosto, metereologicamente. Ecco. Forse è una scusa, un alibi perfetto. Forse i meteorologi, anch’essi terrorizzati dal prepotente avvento del cagacasso, hanno dato vita a una convenzione (per la quale a inizio settembre le temperature sono solitamente alte) perchè in realtà erano loro ad essere psicologicamente ad agosto. Non riuscivano a liberarsene. E di conseguenza anche noi, esseri umani, ritrovandoci davanti allo stesso ostacolo mentale, abbiamo approvato. E con piacere anche! Magari per minimizzare il dolore dell’impatto con una superficie tanto netta e liscia (per l’esigenza di separarci da ciò che c’era prima del suo piazzarsidavantianoi) quanto fredda e acuminata (per la cazzimmosa necessità di ricordarci di quanto c’era prima del suo piazzarsidavantianoi e di quanto faremo fatica a trascinarci dietro gli strascichi del passato e le incombenze del presente). Sembra tanto uno di quei tuffi finiti di merda. Quelli finiti con te che entri in acqua di faccia, di pancia, di gambe o peggio ancora di schiena. L’acqua ti picchia. E quando sei in apnea ne senti tutte le conseguenze, accentuate dal fatto che in quel momento ci sei dentro e devi comunque saperti destreggiare, pure intontito e confuso e stupido che quasi piangi.
E quindi settembre ti pesta. Ma così, tanto per. Nulla di grave. Alla fine Rocky Balboa ti avrebbe ridotto peggio! Scherzo. E’ una minchiata.

Quindi mentre combatti devi anche fare qualcos’altro. Come per esempio spianarti la strada, per poter attraversarla al meglio. Prepararti il terreno, per piantare un seme. Molti sono reduci da vittorie e il loro raccolto andrà bene o perlomeno hanno la facoltà di sperarci perchè il loro era un seme particolarmente fertile. Molti, come me, sono reduci da fallimenti. Sono spossati e devastati dalla convinzione (che si radica puntualmente in qualsiasi animo provato) che falliranno a tempo indeterminato. Se fallisci, hai la mente stretta. Non farai spazio a pensieri speranzosi. A futuri positivi. A futuri. Però constatando che di botte ne hai prese, di acido ne hai mandato giù, di calli ne hai fatti potrai avventurarti in un viaggio alla riscoperta di ciò che sei capace di fare. Perchè, confessalo, l’hai dimenticato. Te ne sei scordato completamente. Molto male. Intraprenderai questo trip (niente da fare, la mania della tattica anglosassone non si stacca) e manderai a fanculo (per rabbia e per reazione) tutti quelli che hanno seminato roba vincente arrivando alla conclusione che il seme del fallimento è comunque un seme, ed è fottutamente fertile. Dio se lo è. E’ ricco di soddisfazione futura nel vederlo sbocciare manco fosse erba infestante, malgrado la sua etichetta da “perdente”. Perchè è cadendo che si pianta il seme più promettente: il seme della rinascita. O se è troppo un parolone per te… Il seme del riprovarci! Il seme del valorizziamo le battaglie vinte invece di quelle perse. Il seme del vaffanculo alle intemperie che ne hanno minacciato la crescita. Il seme della gioia sofferta. Che bella è. La si apprezza di più da sofferta, giuro. E’ inconfondibile, ha un sapore deciso ed è nutriente. T’insegna che non esiste una stagione adatta alla semina della vita.
Madonna mia, più che un blog sembra un ricettario alternativo.

“Non voglio più sudare per via del tapis roulant, cazzo.” – dissi a mia sorella. Lei mi guardò esterrefatta.
“Voglio sudare davvero! Voglio sudare che dietro il mio sudore ci sia l’amore per il tentativo. La stanchezza del tentativo. La giustizia del tentativo. Il buco nello stomaco del tentativo. Il fiato corto. Voglio per una volta non avere fiato volontariamente. Voglio decidere di sentirmi quasi soffocare, e ci voglio sudare! E quando crederò di stare per andare via non avrò paura di morire. Avrò voglia di vivere e vivrò.”
E mia sorella mi disse:”Piuttosto che alla morte, attenta al raffreddore! Mamma lo diceva che da sudate si attacca presto.”

Annunci

6 pensieri su “Settembre e il seme del fallimento

  1. Morta dal ridere. E soprattutto colpita per alcune analogie rispetto ai miei quasi contemporanei pensieri: quando si sta arrancando ci si dimentica di quanto, invece, si può davvero riuscire a fare.
    Comunque è solo il primo. Il primo settembre ancora… E già mi sono rotta le palle. Quando il primo settembre è il primo settembre successivo a una bella estate, mi sembra un giorno meraviglioso. Fanculo.

    Mi piace

  2. Complimenti. Permettimi di dirti che hai talento(se non mi detesti troppo)! E dal modo in cui ho interpretato le tue parole, lascia che ti risponda.

    Il mio pensiero è semplicissimo: il coraggio e l’impegno di mettersi bene eretti e fare a pugni con il mondo intero, fa la differenza. Conosco molte persone che hanno deciso di rinunciare, per starsene al sicuro. Sono comode nel loro nido di fragili e tristi certezze, si accontentano, timorose di rischiare.
    Ho imparato anche io, a mie spese, cosa significhi essere completamente nella merda, senza speranza. Credimi!
    Ora mi ritrovo con due palle enormi. Pensa, potrei usarle come fitball. A volte ci penso, e un po’ mi da fastidio essere inciampato milleuno volte in mille ostacoli(…seppur ora abbia sempre un posto dove sedermi)! E spesso, ammetto, mi sono posto la snervante domanda: ” E se…?”

    Ma te lo dico con la più totale sincerità, non rimpiango nessuno di quei giorni passati a combattere per me stesso, e lo rifarei altre mille volte. Quando mi guardo allo specchio, vedo un uomo nuovo. Le cicatrici forse mi hanno imbruttito, ma non mi fanno dimenticare neanche per un secondo chi sono.
    In conclusione, posso dire di essere più che grato a questo “Settembre”!

    Ciao, alla prossima!

    Mi piace

    • Grazie per il ‘hai talento’ e per avermi dato modo di conoscere il tuo punto di vista. Ti ammiro, non ti detesto: forse un giorno, anch’io, sarò in grado di essere grata al dio settembre. 🙂 un abbraccio. Grazie ancora per esserti fermato a leggere.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...