Ciò che mi riserva il passato

La leggenda narra che io (come tutti) debba desiderare di sapere cosa mi riserva il futuro. Voglio dire: ci rendiamo conto di quanto cazzo sia difficile vivere per noi esseri umani? Vivere e basta. Vivere e avere solo la facoltà di immaginare cosa diamine sarà il nostro “domani”. E’ una pezzarculo abnorme. Comunque, fantasticare è un qualcosa di straordinario. E’ il più importante tra i tantissimi tipi di dialoghi che frequentemente intratteniamo con la nostra persona. In me, in te, in tua cugina arde un pericolosissimo desiderio che è quello di far diventare i sogni …realtà. Basilare, semplice. E’ una meta fondamentale! Dimostrazione che se possiamo sognarlo, possiamo farlo. Credo però che questa sia una meta a metà strada. Hai mai pensato a quanto sei sfortunato a non riuscire ad apprezzare a dovere la possibilità di trasfigurare la realtà nei sogni (o anche nei normali pensieri quotidiani)? La meta alla fine della strada è questa. Hai la possibilità di spaccarti il cervello di viaggi, d’amore, di azione, di gioia, di giallo, di pianeti inesistenti, di storie… delle tue storie, tra l’altro! Hai la possibilità di considerare, silenziosamente e senza intralciare il cammino di nessuno, il mondo come qualcosa che appartiene a te: è tuo. Non sei più tu ad essere inghiottito dalla sua forza motrice bastarda e troppo scontata per essere vera ma comunque vera, bensì è proprio lui che si lascia spappolare e sbriciolare tra le tue mani per poi cadere a terra, oramai in tanti piccoli pezzetti, e abbandonarsi al potere della brezza di una qualsiasi stagione della tua anima volando via e trasformandosi in ciò che vorresti fosse davvero. Guarderai gli alberi muoversi a causa tua e ti sentirai responsabile del contatto tra ciò che il mondo è diventato per tuo ordine/amore e il cielo, e forse ti colpevolizzerai per aver tolto l’occasione all’azzurro di rimanere essenziale. Acquisterà un certo spessore, che non è più irraggiungibile, divino, etereo, inarrivabile… ma terreno, terrestre, quasi volgare. Anche il cielo, nella tua testa, perde la sua verginità light-blue. E ti renderai conto per questo che anche ciò che non hai accanto è umano. Più umano di quanto pensi, meno umano di quanto speri. Sognare è un bisogno. Oppure deve assolutamente esserlo. Imbrattare, distruggere i muri nella tua città ti farà sentire ribelle e fuckdasystem di sicuro. Ma fare lo stesso con i muri che occludono la tua percezione di ciò che è, era e forse sarà è fottutamente liberale. 
Se hai bisogno di sognare vuol dire che hai bisogno di vivere per continuare a sognare. Ciò equivale a voler raggiungere quella sensazione di pienezza notturna pre-sonno (che solo un sognatore può vantarsi di provare) che incombe in un posticino definito da qualcuno organo involontario vitale, nonostante sia lui a decidere fino a quando ti emozionerai nel sapere che esisti e nessuno più esisterà mai come te. 

In ogni caso, hai una specie di copertura a lungo termine e quasi sempre indolore per quanto riguarda il “ciò che ti riserva il futuro”. Perchè il futuro ti riserverà qualcosa in ogni caso. La mia domanda è: non è che il passato sia passato solamente per sport? :/ Una botta e via. Toccata e fuga. Manco fosse un piccione che ti caga in testa perchè doveva andare così e tu non hai neanche il diritto di chiederti “COME MAI TUTTA QUESTA MERDA NELLA MIA VITA?” dato che sarai impegnato a inchiodarti salmonella e escherichia coli sulle mani che sciacquerai con ossessività e alcol per una settimana e 3 giorni.
Sfatiamo il mito del futuro imprevedibile. Il vero mito imprevedibile è quello del passato. E’ dietro di te e ti colpisce alle spalle. A volte ti sta così dietro che credi, invece, ti stia davanti. Ti confonde. Ti consuma. Spesso ti costringi a sovrapporlo al tuo presente o addirittura al tuo futuro perchè hai paura che possa non tornare più. E in realtà è così. Convinciti. Non torna mai più. Sei tu che vai verso i tuoi obiettivi con la testa semi-voltata verso la direzione opposta a quella giusta. Lo guardi da lontano quel maledetto e ti piace distruggerti apprezzandolo e bramandolo più di quanto già non avessi fatto quando era il tuo “adesso”. Sono gli occhi della velocità nell’allontanarti dal vecchio te a infiammarti. Sono gli occhi della velocità nell’allontanarti e basta, a infiammarti. Sono quelli che ti bruciano incandescenti, mica le gambe che cedono durante la corsa. Illusione. Capita. Dopo innumerevoli trip mentali, io, sono arrivata alla conclusione che… detesto ciò che rimane uguale per sempre e non si evolve, non è al passo con le gioie e le tristezze e… la me del momento. (Manco stessi parlando di moda e outfit). Mi volto e mi specchio. Non ci sono più io. C’è solo quello che non mi sarei mai aspettata di non diventare. Non mi riconosco. E non voglio mica guardare in uno specchio che ha intenzione di riflettere solo ciò che non sono più. Non chiedo tanto. Non voglio manco riflettermi in uno specchio che mostra ciò che sono realmente. Mi basta anche solo un pezzo di vetro nel quale possa comparire il riflesso di ciò che pretendo d’essere per sempre. Voglio mantenere una traiettoria lineare. Non voglio uscire fuori traccia, o quantomeno, voglio evitarlo.

Quando scrivo qualsiasi cosa, dò sempre prima il titolo. Il titolo non funge da traccia. E’ uno stimolo. Si aspetta qualcosa da te e tu lo soddisferai. Parlerai di ciò che esso è incaricato di rappresentare guidato dalla luce chiarificatrice che emana. Quest’ultima arriva addirittura fino a me. Ciò non vuol dire che io mi trovi nei bassifondi, vuol dire in realtà che sono ciò da cui iniziano a sgorgare le parole  ovvero il principio: lontano dal presente, vicino al reale. Il reale non smetterà mai di essere tale. Il reale non smetterà mai di essere. 

Comunque voglio ringraziare il past per avermi fatto un grandissimo regalo: la capacità di rimembrare.
Ricordare è comunque un pò vivere, ancor più del sognare. Forse perchè l’idea di essere esistita, mi piace molto di più del fatto che esisto.

 

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9 pensieri su “Ciò che mi riserva il passato

  1. Travolgente e… Decisamente forte… Colori netti e chiaro-scuri… Che condivido…
    Molto bella l’ultima frase, che mi trova in pieno accordo in pieno…
    Ciao
    Simo

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    • Traiettoria lineare nel senso che voglio sempre agire in un determinato modo, secondo dei principi, dei valori… Questi influiscono comunque a prescindere dal mio dinamismo (LOL, termine straazzeccato, sono d’accordissimo con te) che mi porta a sbandare e quindi a abbandonare temporaneamente la linea che ero intenta a seguire. Non so se mi sono spiegata… Ma in ogni caso anche io adoro la pezzarculo’s way ! E’ un mito intramontabile :’) felice che tu l’abbia apprezzato ❤️

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      • Sì, credo di aver capito.
        Tieni conto che spesso nella vita cambiano i principi e i valori, soprattutto per chi ha una personalità dinamica e portata all’introspezione e alle continue domande. (Per fortuna!).

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