Maturità 

Rieccomi. Riecco anche le solite parole a valanghe che mi assalgono di notte mentre ascolto le solite canzoni, quelle che mi impongo ogni qualvolta prendo la decisione di tirar fuori macigni. Io non sono il pungolo di me stessa. Me ne dispiaccio molto ma, rifacendomi alla teoria di qualche epicureo random, credo fermamente che le canzoni diffondano flussi di atomi che mi raggiungono e mi convincono a non far tacere l’anima. Precisiamo: non stimolo la mia anima ad una qualche strana interazione con me stessa, la invito solo a non restare in bilico tra un brivido e una fitta. La prego di darmi indicazioni e spesso le ottengo sotto mentite spoglie quali voglia di vivere, malessere interiore, voglia di costruire, insoddisfazione, voglia di scrivere. Quest’ultima è l’indicazione non taciuta che questo sottile e vellutato strato interno di vita (non so chi lo chiamava soffio vitale, e chiamava così anche Dio…) preferisce concedermi. E così non taccio neanche io, mi prende la voglia di bruciare nei miei pensieri e di consumare fogli di carta su cui ho scritto parole che non riuscirò a rileggere. La paura di me stessa è incontrollabile. Sono tante le cose che potrei fare e i muri che potrei abbattere eppure trovo l’arrendevolezza un’arte gradevole. La stessa scrittura la indentifico con l’arrendevolezza. Se sto parlando di me, mi sto sicuramente arrendendo a cosa provo. Se sto parlando di te, mi sto sicuramente arrendendo a ciò che mi fai provare. Ma in ogni caso non sono pigra, sto comunque affrontando. Sto affrontando i miei pensieri, cadono liberamente e li raccolgo come se non fossero più miei nel momento del distacco dalla mente.  Arrendersi non è facile come tutti credono. Non vuol dire per forza ‘abbandonare la guerra’. Può anche significare ‘continuare a lottare senza far baldoria’. E quindi è così che noi non leggiamo ad alta voce. Rispettiamo gli autori di libri, gli amministratori di un blog, i giornalisti del ‘Mattino’. Ci sono consentite solo espressioni facciali o opinioni post-lettura. 

L’estate diventa difficile quando non sei più una bambina, inoltre. E non solo non sei più una bambina ma non sei neanche una donna. E quindi diventa difficile tutta la vita, in attesa di essere qualcosa di certo, qualcosa di definibile. Credo che la stagione calda sia sempre stata un rifugio per me, ma solo nella mia mente. Ho ancora in testa le trombette per la vittoria dell’Italia nel 2006. Risuonano nel mio petto come dei sussulti d’altra natura. E li sento in lontananza come se non le avessi mai ascoltate prima. Il ricordo della felicità può essere davvero cattivo con gli esseri umani. Può fargli pesare il fatto che non si ripeterà più, un tipo di felicità simile, ma solo una qualche copia differente e distaccata, fredda. E quando ti volti indietro, poi, ti sembra di cadere e di ritrovare la tua aria familiare che non percepirai mai tranne che in quel breve istante in cui precipiti. Precipitare diventa un hobby quando la tua realtà ti fa rabbrividire. Ti fa rabbrividire non tanto perchè fa cagare ma perchè è diversa da come ti aspettavi. Quando ho cominciato a capire che nulla rimane uguale al 2006, ho percepito d’essere cresciuta. Nulla mi ha fatto mai così male, neanche la mia prima cotta alle medie, neanche il rifiuto di un vero amore. Passa una musica in radio e pensi di essere tornata indietro. Poi ti guardi le mani e ti sfiori le gambe, e ti sfiori il cuore. Fissi un cielo che non ti conosce. Scopri che esiste un’amore anche verso te stessa e che a fartelo notare non sei stata altro che tu. Fanculo al cielo, io lo conosco, invece: porta il mio nome e un mio pezzo di cuore. Se ho scritto cose sconnesse, chiedo un perdono speciale che solo una persona stregata dalla vita mi può dare. Io mi sono perdonata. 

 

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2 pensieri su “Maturità 

  1. La musica è indiscutibilmente un flusso di atomi che arriva al cervello, essa esiste perché l’aria esiste. Senza aria non ci sarebbe la propagazione delle vibrazioni attraverso di essa e di conseguenza la musica non esisterebbe; non errava chi sosteneva questo.
    E non c’è niente di certo in questa vita, neanche quando diverrai donna; sarai sempre e comunque in un periodo di transizione, in un periodo di “crescita”. Le tue parole rabbrividiscono, continua così (:

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    • Sono d’accordissimo con te in tutto… Ma cosa vuoi dire con ‘le tue parole fanno rabbrividire’? In ogni caso grazie per la visita e il commento, sono sempre molto felice della condivisione 🙂

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