Immune nel buio

stare sveglia fino a tardi
non è insonnia
è determinazione
è forte inclinazione
a gestire un’alba che assale
come l’inadeguatezza
di un pianto che ti spieghi male

il giorno illumina ciò che sono
il giorno illumina ciò che sarò
imparo dalla notte a difendermi
da ciò che non curerò

large (3)

Tu e la Donna

vorrei dirti che sono donna
e lascio mondi per casa

e ti viene voglia di scappare
per l’ultima volta
e ti viene voglia di tornare
ma poi non bussi alla porta

voglio dirti che sono donna
e mi impongo troppe cose
perchè non riesco a chiedermele

e allora me le chiedi tu
ma non sai respirarmi
e un giorno ci rivedremo
senza più incontrarci
senza più salvarci

Donna
è
amore.

Il bentelan e la via di casa

alterazioni del bilancio idro-elettrolitico come ipokaliemia, alterazioni muscoloscheletriche come osteoporosi, complicazioni dell’apparato gastro intestinale, alterazioni cutanee, alterazioni neurologiche come cefalea, vertigini, iperattività, disturbi del sonno, ansia, depressione, disturbi nel comportamento.

Sono abbastanza certa che ogni individuo su questo pianeta, in un determinato momento della propria vita, si accorga di essere affetto dalla sindrome degli effetti collaterali dovuti all’assunzione di Bentelan. Se ne accorge così, come quando ci si sveglia la notte sudati fradici con la voglia di far pipì a mille e il cuore stanco per tutte le volte che, cadendo in fasi profonde del sonno, ha sognato di cadere nel vuoto. Lo scopre notando i diversi sintomi che gli si manifestano giorno per giorno e si pone delle domande del tipo “Ma che cazzo ho?” oppure “Vorrei tanto sapere che cazzo ho, tu lo sai mà?”. Inizi con una progressiva iperattivitàche dimostra quanta voglia di fare repressa tu riesca a tenere a bada. La voglia di fare repressa, precisiamo, è un leone in gabbia in preda all’istinto di sopravvivenza: quindi se non la nutri, ti mangerà e presumibilmente vivo. Poi si presenteranno disturbi del sonno o addirittura totale assenza di sonno. Sei già un soggetto stanco di natura per tutte le battaglie quotidiane dell’infinita guerra (la vita che per quanto possa essere bella, è na guerra bella e buona) che sei costretto a portare avanti senza possibilità di giungere ad un armistizio… e quindi ti culli nella tua stanchezza, cerchi di giustificarla, di trovarle un ripostiglio nella mente ma non fa altro che alimentare i tuoi pensieri affamati di neuroni ed energia. Ed è proprio qui che ti freghi con le tue mani. Sei entrato nel circolo vizioso, non dormirai mai. Successivamente incontrerai una signora, che probabilmente conosci da una vita, che probabilmente detesti come manco fai con l’ebola, che t’indispettisce tanto quanto quel mal di pancia cattivo nel bel mezzo di un appuntamento importante distogliendoti da ciò che senti e provi e conduncendoti in un pianeta parallelo simile a quello che un fumatore d’erba incallito è solito visitare non appena il THC sale e sale e sale… La signora ansia. Le dai il benvenuto tu con la mano perennemente sudata e la gocciolina di sudore che pende e proprio non si decide a scendere a più di metà fronte. Come se anch’essa avesse un’ansia a sè stante. L’ansia… La accogli, la ascolti, la senti sulla pelle e nel petto, la mandi via con la consapevolezza che tornerà alla carica più forte di prima a strozzarti le parole. La respiri, la espiri con accortenza manco fosse l’ultima sigaretta e le dai un’importanza fondamentale, le concedi una potenza che tu neanche ti sei mai immaginato di avere solo perchè sei sempre stato convinto che, se anche l’avessi trovata dentro te, se la sarebbe mangiata lei e non ti avrebbe chiesto di certo il permesso. Questa signora la odi, ma allo stesso tempo ne parli come fosse un’amica di vecchia data che non ti ha mai abbandonato. E’ stata con te anche nel momento del bisogno. Per concludere la lista delle controindicazioni assembliamo depressione e conseguenti disturbi del comportamento. La depressione è subdola. Si insinua  nei tuoi occhi senza che tu abbia la minima idea di quanto te li cambierà e di cosa ti costringerà a vedere. Non hai il controllo. Puoi solo combatterla convincendoti che è una tua stupida scusa per non affrontare il dolore. Così lei si sentirà presa in giro, si sentirà presa per ciò che pensa di non essere e l’abbandonerai. Si, non sarà lei ad andare via. Sei tu l’ospite nonostante tu pensi che sia stata lei a farti visita. Ben presto scoprirai di averla chiamata e da buona Ursula de La Sirenetta ha nutrito ogni tua debolezza e insicurezza divorandoti e mandandoti in cancrena tutto ciò che di buono avevi.

Tutti piccoli ostacoli che se superati da soli e separatamente danno anche un grande senso di fierezza, di salvezza alla fine della fiera. Il problema è che perdi tempo, perdi tempo a risolvere, perdi tempo a risolverti, perdi. Perdi la via di casa. Trovi la via della cura al tuo male, perdi la via di casa.

Casa sei tu e i tuoi sogni. Casa sei tu e i tuoi bisogni. Casa sei tu e la sincerità di chi andava cercando di notte in vicoletti bui la tua felicità dispersa, perchè la notte fa più luce di quanto tu creda, illumina più del giorno. Casa sei tu e gli sguardi che non incrociavi da tempo. Casa sei tu e gioie che temevi non avresti più provato. Casa sei tu e il coraggio di tornarci, da te.

Una volta tornato a casa sei fermamente convinto che nessuno più ti strapperà via dal tuo luogo. Ancora una volta ti sbagli. Dovrai lottare per tenerti stretto l’agognato giaciglio. Come un guerriero. Come Mulan! 

Posso rassicurarti però, dicendoti che se lotti per la tua casa ti sentirai comunque a casa. Percepirai l’odore del tuo ideale, l’odore del terreno in cui hai seminato con tanta cura la tua forza sperando che un giorno possa germogliare in vittoria, l’odore della tua fatica che col tempo hai imparato ad ammirare. E si spera anche ad insegnare. Insegnare che è bello faticare inculca la cultura della soddisfazione e del non perdersi d’animo.

PS. Visto da questa positiva angolazione, il bentelan non è poi tutta sta merda.

Fidarsi

E’ un grande salto nel vuoto.

Io però non ne ho mai avuto paura. Ho amato, ho nutrito affetto, ho compiuto grandi passi, ho affrontato difficoltà, sono meglio di ieri perchè mi sono fidata. Adoro fidarmi perchè adoro spalancare le finestre della mia anima e far entrare aria nuova. Perchè se mi fido mi sento umana e viva e superstite. Sono sopravvissuta a me stessa. E di conseguenza mi fido di me stessa perchè lottando contro me, ho capito cosa mi fa male e quali dolori sono in grado di sopportare. Comunque sappi che il primo passo per fidarti degli altri è fidarti di te. *musichetta del luogo comune*

Mi è stato distrutto il cuore. Tipiche stronzate adolescenziali che però l’animo tende a ingrandire per meccanismo di difesa. Un pò come i pesci palla .
Ma io mi conosco! So che per quanto possa non valerne la pena di strapparsi i capelli dalla testa, questa batosta mi ha presa in pieno come una balla di fieno fatta rotolare contro di me, di proposito. Non ce l’ho con la vita! Il “di proposito” è un riflesso. Sono incazzata e quindi ho bisogno di dichiarare che qualcuno ha una colpa, ma non sono io. Io sono solo la vittima degli eventi. E invece non è così. Per chi si stesse illudendo come me, cambi impostazione mentale.
Noi siamo responsabili quanto i nostri aguzzini del male che ci causano. Perchè in un modo o nell’altro gli permettiamo deliberatamente di farci male, anche solo amando. Se ami l’altro lo sa e usa il tuo sentimento contro di te, quando è intenzionato a incularti. Ci sono stati giorni in cui la mia volontà di non esistere era di gran lunga più forte di quella del nutrirmi (e io amo nutrirmi, eh, precisiamo), giorni in cui pensavo di valere molto meno di quanto mia madre mi ha insegnato a valere, giorni in cui, nonostante il tempo mi fosse scivolato via dalle mani con molta nonchalance e disinvoltura (quasi volesse farmi credere che in realtà era ancora fermo ad aspettare che compissi io un primo passo verso la mia presunta “meta di rinascita”) il passato… Era molto più presente del presente stesso. E lì ho avuto seriamente paura. Paura di rimanere bloccata. E non bloccata in quella vecchia situazione/relazione amorosa che mi sarei dovuta buttare grandemente alle spalle evitando che diventasse una specie di filtro attraverso il quale guardavo la realtà, ma in un circolo vizioso di modi di pensare e atteggiamenti dei quali mi sono sapientemente rivestita, coperta fino agli occhi. Era comodissimo. Posizione perfetta per chi non avrebbe mai avuto intenzione di avanzare, tantomeno indietreggiare. E’ facile avere gli occhi chiusi, dormire ore e ore in una stanza buia che poi altro non è che il tuo guscio . Il problema si presenta quando li apri e il vento ha spalancato le finestre e ha fatto entrare luce. Farà male. La vita lo sa benissimo. Anzi, probabilmente l’ha fatto con l’unico scopo di allenarti ad aprire gli occhi e sopportare il sole. Perchè quando sei al buio sempre, ti fa schifo il sole. E al diavolo tutti quelli che lo adorano, ti dici. Fa cagare, ti dici. Ti fa cagare solo perchè non sei abbastanza tenace da accettare che la realtà (post precedente… sta realtà sta sempre fra i piedi) non si adatta ai tuoi bui. Sei tu che devi adattarti alle sue luci. Poi farai tantissima fatica a fidarti di nuovo.

Io no. Io amo fidarmi. Ancora di più quando cercano di convincermi che rifarlo sarebbe rischioso. Amo concedere la mia fiducia alle persone perchè io sono io, e ho bisogno di dartela e tu sei tu e hai il diritto di prendertela e farne quello che vuoi. Se la tratterai male, beh, pazienza. La fiducia graffiata è ottima. E’ resistente. E attirerà la gente che sa come prendersene cura.